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3 auto di Giovanni XXIII

Inseguendo qualche traccia ho trovato notizie su tre autovetture appartenute a papa Giovanni XXIII.
 

1- OPEL KAPITAN 1950. Angelo Roncalli fu elevato alla porpora cardinalizia da Pio XII il 12 gennaio 1953  e dopo pochi giorni, il 15 gennaio, si insediò come patriarca di Venezia, succedendo al card. Carlo Agostini. Nel modesto garage della sede egli trovò  una Opel Kapitan “L” di colore bianco, che divenne la sua auto ufficiale. La berlina era stata acquistata nel 1952 da mons. Tino Marchi,  per la mensa patriarcale di cui era amministratore.  Dai diari dell’ epoca si apprende che il card. Roncalli fece riverniciare di nero la vettura, ritenendo il colore bianco poco austero.  Quale proprietà del Vaticano, la Kapitan fu immatricolata con targhe SCV 30 di tipo 1 (targhe quadrate con anteriore di piccole dimensioni). Dubbio il colore delle scritte: le immagini disponibili, in bianco e nero, non consentono alcuna conferma (foto 444, Evangelista).  Il numero basso è piuttosto sorprendente: il 30, nella logica del sistema d’ immatricolazione vaticano, è numero “cardinalizio”, non idoneo per una normale auto di servizio. A meno che non sia stato scelto proprio in previsione del passaggio della Kapitan al servizio del patriarca lagunare. Certo è che poco tempo dopo  queste targhe furono sostituite dal formato tipo 2, ovvero targhe rettangolari con caratteri su di una sola riga. In questo caso il colore rosso delle scritte è indubbio.  Il card. Roncalli a Venezia condusse una vita modesta, senza alcuna barriera formale con fedeli e sconosciuti. Il suo patriarcato durò da gennaio 1953 ad ottobre 1958, e tra il 1956 ed il 1958 con la sua Kapitan compì innumerevoli viaggi pastorali presso le comunità parrocchiali venete, oltre a peregrinazioni  in Lombardia ed Emilia. Pertanto la gente del nord-est d’ Italia non si stupiva minimamente se incrociava il patriarca a bordo della Opel nera. Spesso, in alternativa al treno, Roncalli si recava in auto in Vaticano per impegni ufficiali. Alla guida dell’ autovettura vi era sempre il fido aiutante ed autista Guido Gusso. Nei soggiorni romani  -annotano le cronache dell’ epoca-  il patriarca alloggiava in una struttura di religiosi, la Domus Mariae, sita lungo la via Aurelia. Di qui partì la Kapitan il 29 ottobre 1958 per l’ ultimo viaggio con a bordo Roncalli: il giorno precedente infatti si era concluso il conclave che lo aveva portato al soglio pontificio come successore di Pio XII. Giovanni XXIII fu il nome che prescelse.  La fotografia 445 (Europlate, già archivio Stoel) si riferisce proprio a tale viaggio: a sin. si nota  Guido Gusso, rimasto al servizio come autista del nuovo Papa; il bagagliaio aperto della vettura  mostra le valigie di Roncalli con il necessario per il suo trasferimento definitivo presso il Palazzo Apostolico in Vaticano. E’ ben visibile la targa SCV 30 “rossa” di tipo 2.  Dopo due settimane, esattamente l’ 11 novembre,  Giovanni XXIII donò la Kapitan a mons. Giovanni Urbani, suo successore al patriarcato di Venezia.  Questi, nominato cardinale il 15 dicembre 1958, si servì dell’auto ereditata, che mantenne le stesse targhe, fino al 1960, poi la Opel fu messa a riposo e cominciò rapidamente a deteriorarsi.  Il cardinale Urbani si consultò con mons. Capovilla (Pontelongo 1915-Bergamo 2016),  segretario particolare di Roncalli sia durante il suo patriarcato dal 1953 al 1958  che  durante il suo pontificato dal 1958 al 1963.  Mons. Capovilla (che ricevette la nomina cardinalizia da Papa Francesco il 12 gennaio 2014) suggerì di destinarla come memoria storica a Ca’ Maitino, l’ austera villa del 1600 costruita da Martino Roncalli, capostipite della famiglia. La villa diventò in seguito, ancora su proposta di mons. Capovilla,  una casa-museo ricca di oggetti appartenuti a Giovanni XXIII. La Opel Kapitan fu allora radiata dal Registro Autoveicoli Vaticani con relativo ritiro  delle targhe originali. Furono però approntate targhe museali, anche se  l’auto  per parecchio tempo non fu accessibile ai visitatori. La Kapitan pareva destinata all’ oblio, lasciata nello scantinato della casa del Papa, ma mons. Capovilla, che ben conosceva il legame tra Papa Roncalli e la vettura, decise di salvaguardarla e si rivolse a Francesco Rocca, giovane lecchese operante nel settore automobilistico. Il prelato sapeva di rivolgersi alla persona giusta, non solo per capacità professionale, ma anche perché devoto e fedele alla memoria di Giovanni XXIII, tanto da nominarlo, in modo ufficiale, “custode della vettura”. Circa sei anni fa Rocca iniziò a restaurare l’ auto e la riportò, grazie ad un meticoloso e appassionato lavoro, alle splendide condizioni in cui la possiamo ammirare oggi. Il locale ove è custodita la vettura non è accessibile ai visitatori.   Ho avuto la fortuna di conoscere nel marzo 2018 Francesco, che con molta disponibilità ha colmato le lacune della mia conoscenza sulla Kapitan. Egli inoltre, essendo abile e stimato fotografo, mi ha donato le sue più recenti foto dell’ auto da lui restaurata, consentendomi di pubblicarle nel mio sito (foto 446 e 447).  Grazie Francesco per questo onore!
 

 
OPEL KAPITAN, seconda parte. 
Il 15 luglio 2018 ho avuto il piacere di conoscere personalmente Francesco. Mi sono infatti recato, con Renata,  a Sotto il Monte per il nostro  incontro  presso la casa-museo di Ca’ Maitino: l’ amata abitazione di Papa Giovanni XXIII è infatti divenuta uno splendido percorso museale ricchissimo di oggetti e testimonianze della straordinaria vita del Pontefice. A guidare la visite dei pellegrini vi è Enrico Carlo Rocca,  padre di Francesco, autentica memoria storica della vita di Roncalli. Ovviamente con essi si è parlato della Opel Kapitan, ed il loro contributo mi consente di fare alcune modifiche della prima parte di questo paragrafo.  La Opel Kapitan in questione appartiene alla 5^ serie (modello P/MK 5) che è stata prodotta dal 1955 al 1958 e fu utilizzata dal card. Roncalli dal 1956 al 1958 a Venezia.  E’ probabile dunque che l’ auto sia stata acquistata dalla Città del Vaticano nel 1955 per essere posta al servizio di un cardinale o per servizi di alta rappresentanza, e ciò spiega l’ immatricolazione nella serie “rossa” con numero di targa basso. Il card. Roncalli ottenne di portarla a Venezia e la utilizzò fino all’ elezione a Pontefice. Le targhe originali di tipo 1 furono sostituite nel 1956  da quelle di tipo 2, con i caratteri in rosso disposti su di una sola fila, e rimasero sull’ auto fino al suo passaggio definitivo a Ca’ Maitino, quando furono rimpiazzate da targhe museali. Nel corso della nostra visita Francesco ha aperto il locale ove è conservata la Kapitan, e ci ha illustrato le caratteristiche del veicolo. Sedermi al posto guida ha suscitato in me profonda emozione. Poi dall’ interno del mezzo Francesco ha estratto la targa SCV 30!  Si tratta della targa anteriore, mentre della posteriore si sono perse le tracce. Quest’ ultima -vedi foto 445- appare di dimensioni maggiori, quella anteriore misura mm. 90 x 280,  e si presenta come una lamina metallica con caratteri rossi verniciati. Si osserva in alto la scritta a matita “34x11,5”: si tratta probabilmente di un vecchio appunto lasciato come riferimento alla dimensioni delle targhe museali da realizzare per  rimpiazzare quelle originali. 


2 – CITROEN DS19 PRESTIGE. Nella seconda metà del 1959 la casa madre francese Citroen decise di inviare in Vaticano una DS19 Prestige come omaggio a Giovanni XXIII in occasione del suo 78° compleanno: il Santo Padre era infatti nato il 25 novembre 1881. La DS19 era stata  presentata nel 1955 al salone dell’automobile di Parigi e portava la firma del geniale costruttore Henri Chapron (1886-1978). Era un modello particolarmente lussuoso ed imponente, soprattutto nella versione Prestige,  presentata nel 1958  e  poi  prodotta complessivamente in poche decine di unità destinate a personalità di spicco e facoltosi clienti. Nell’ottobre 1959 fu prelevato uno dei primi esemplari di colore nero della nuova serie 1960 e fu inviato in treno a Milano presso la Citroen italiana. Qui fu sottoposto ad alcune modifiche tecniche predisposte scrupolosamente dalla stesso Chapron: tra queste  il montaggio di radio ed interfono, indispensabili dal momento che la vettura disponeva di serie della paratia vetrata  per isolare la zona posteriore.  Nel novembre 1959 la vettura completata fu spedita a Roma e tramite la locale succursale di Citroen Italia fu introdotta in Vaticano ove il 25 novembre  fu presentata a Giovanni XXIII che la benedisse personalmente. Erano presenti alla cerimonia tra gli altri G. Vion, direttore della Citroen Italiana e l’Ambasciatore francese presso la Santa Sede Brouillet. Questa DS19 è ben conosciuta dagli appassionati di Citroen: la foto (401) è proprio tratta dal forum italiano “IDéeSse Club” e si riferisce alla benedizione del pontefice. Osservando con attenzione il frontale della Prestige si nota che l’alloggiamento della targa anteriore è nero ma non per la verniciatura, bensì per una pecetta applicata sulla foto stessa per coprire la targa. Ma di quale targa di trattava? Certamente non una vaticana, nessun modello ebbe mai tali dimensioni, e comunque non ci sarebbe stato alcun motivo di mascherare una targa SCV. A mio avviso le targhe idonee alla DS19 erano quelle francesi per l’immatricolazione provvisoria di veicoli destinati all’esportazione. Le caratteristiche di queste targhe sono: il numero di immatricolazione di 1-4 cifre, il codice WW2 e l’indice dipartimentale, ad esempio 1234 WW2 75 (75 = Parigi). Si ignora se la Prestige sia stata poi immatricolata con targhe vaticane: personalmente non ho trovato alcuna traccia del suo utilizzo né da parte di Giovanni XXIII né del suo successore Paolo VI. Non mi risulta peraltro che sia alloggiata presso l’autoparco o in altro luogo vaticano e se è vero che non fu mai venduta a privati, allora potrebbe essere custodita a Roma in qualche deposito di proprietà della Santa Sede.
La DS19 di Giovanni XXIII doveva essere alquanto nota negli anni ’60: fu infatti riprodotta più volte in modellini da collezione in scala 1:43  e 1:18.

 
 
    

3 – FIAT 2100. La prima vettura donata a Giovanni XXIII fu una FIAT 2100 offerta proprio dalla casa torinese. La breve cerimonia di presentazione e la benedizione del pontefice ebbero luogo in Vaticano l’11 marzo 1959 (foto 402). L’auto era una berlina di serie, nera con selleria interna di pelle bianca; il divano posteriore era stato sostituito da un tronetto con l’insegna papale e lo stesso fregio era applicato sulle portiere posteriori.  L’ autovettura  fu probabilmente targata  SCV 1 ma  non fu mai  utilizzata.  Papa Roncalli infatti continuò a  preferire  la Chrysler Imperial del 1954 ereditata dal suo predecessore,  per passare poi  dal dicembre 1960  alla  Mercedes-Benz  300d.
La Fiat  fu poi donata personalmente dal pontefice  a mons  Pietro Iotti  (nato nel 1923), probabilmente assumendo targhe di Roma, e  se ne persero le tracce fino al 2000.  Nell’ anno del Giubileo  mons. Iotti, che evidentemente aveva mantenuto in piena efficienza  l’ autovettura,  la mise a disposizione  per una lodevole iniziativa:  condurre in piccoli gruppi  i pellegrini disabili in visita ai Giardini Vaticani una volta alla settimana per tutto l’ anno.